Laureata in Psicologia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Iscritta all'Albo degli Psicoterapeuti della Regione Lombardia N. 9903. Possiede due specializzazioni psicoterapeutiche, in tecniche immaginative come l'ipnosi Ericksoniana e la Visualizzazione guidata di Jung.
Di chi mi occupo
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Disturbi
ansia, paura, disagio
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malattie psicosomatiche
depressione
difficoltà relazionali
Setting terapeutico
consulenza psicologica
psicoterapia
ipnositerapia
supporto psicologico
assistenza online
In un clima di leggerezza, in cui una persona si sente libera di esprimersi a pieno, utilizzo l’ipnosi e l’esperienza immaginativa. Non mi occupo di curare solo il sintomo ma vado alle cause, facendo in modo che una persona abbia chiara consapevolezza di sé e dei meccanismi e le cause che sottendono il sintomo che crea disagio.

IPNOSITERAPIA | Come, quando, perché
Durante una seduta di ipnosi succedono cose diverse da ciò che abbiamo apprezzato in tv. L’ipnosi terapia non è come ciò che si vede in tv è senz’altro molto diversa. La relazione terapeutica vis a vis prende avvio dall’ “incontro tra terapeuta e paziente per evolversi in una cornice di due soggetti, paritetica sul piano umano ma non su quello delle competenze” (Toller, Passerini 2007)”.
Questa, si rafforzerà in termini di fiducia, dopo che il terapeuta condividerà assieme al paziente i contenuti della biografia di quest’ ultimo, chiesta di norma dal primo colloquio.
“Il setting dell’Esperienza Immaginativa realizza un incontro tra due esseri umani “solo quando il paziente si apre all’incontro (...) solo allora comincia a essere capace di comunicare, di porsi in relazione” (Callieri 1984) favorendo l’alleanza terapeutica, tra l’Io “sano” del soggetto e quello del terapeuta, sulla base di valori quali l’affettuosità e l’autenticità.
Si rende quindi possibile l’incontro caratterizzato dal parlare insieme di qualcosa, dal “sapersi mantenere con l’altro e non meramente di fronte all’altro” (Callieri 1984).
Si rende quindi possibile l’incontro caratterizzato dal parlare insieme di qualcosa, dal “sapersi mantenere con l’altro e non meramente di fronte all’altro” (Callieri 1984).

IL RAPPORTO ANALISTA-PAZIENTE
Il rapporto analista- paziente all’interno di queste coordinate, vede evolvere l’uomo pulsionale, della teoria psicanalitica, in un uomo relazionale, dove entrano in gioco la totalità del sé, del terapeuta e del paziente che si mettono in relazione.
Il setting è caratterizzato dalla penombra e dalla collocazione del terapeuta fuori dal campo visivo ed è favorito dal rituale del rilassamento, in un ambiente privo di interferenze sensoriali esterne (silenzio, occhi chiusi, penombra…), che permettono il raggiungimento di un “Io acritico”, ossia lontano quanto più possibile dal pensiero razionale.
Nel corso dell’E.I., il terapeuta mette la propria immaginazione a disposizione del soggetto, aiutandolo a mantenere uno stato psicologico tale per cui la focalizzazione verso il mondo interno ha più facile via di accesso.
Il setting è caratterizzato dalla penombra e dalla collocazione del terapeuta fuori dal campo visivo ed è favorito dal rituale del rilassamento, in un ambiente privo di interferenze sensoriali esterne (silenzio, occhi chiusi, penombra…), che permettono il raggiungimento di un “Io acritico”, ossia lontano quanto più possibile dal pensiero razionale.
Nel corso dell’E.I., il terapeuta mette la propria immaginazione a disposizione del soggetto, aiutandolo a mantenere uno stato psicologico tale per cui la focalizzazione verso il mondo interno ha più facile via di accesso.
"L'immaginazione […] è il primo fonte della felicità umana. Quanto più questa regnerà nell'uomo, tanto più l'uomo sarà felice"
"Noi non cesseremo mai di esplorare e la fine di tutto il nostro andare sarà giungere dove siamo partiti e conoscere il posto per la prima volta"
"La gente farebbe qualsiasi cosa, non importa quanto sia assurda, per evitare di guardare la propria anima”

