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Ipnosi clinica e inconscio: come funziona?

ipnosi clinica e inconscioIpnosi clinica e inconscio: come funziona? L’ottica di base è di mettere in moto un processo, in cui l’ipnosi è “un mezzo di comunicazione”, una “situazione che si crea tra due persone”, che ha lo scopo di facilitare la scoperta e l’impiego di capacità presenti nell’inconscio.
Inconscio inteso come un serbatoio di potenzialità, che talora restano nell’ ombra, 
senza che il soggetto stesso sia a conoscenza della loro presenza, e delle loro possibilità di utilizzo.
Tali risorse infatti sono in ogni individuo, e il compito dell’ipnosi è quello di farle emergere a servizio del benessere e della emancipazione personale.

Ipnosi clinica  e inconscio: come funziona?In tutto questo il terapeuta favorisce l’ingresso nello stato di trance, intesa come uno stato modificato di coscienza, in cui l’apprendimento, la disponibilità al mutamento e il riconoscimento delle risorse interiori, hanno maggiore probabilità di essere viste  dall’individuo sotto ipnosi, che in tutto il percorso resta comunque presente a se stesso, nel senso che nessuno è in grado di fargli fare ciò che non vuole. 
Ipnosi clinica  e inconscio: come funziona?È  molto importante precisare che in questo stato, i pazienti non sono affatto “soggiogati” dal terapeuta, né perdono il controllo, dato che questa condizione è uno stato naturale che ciascuno di noi ha già sperimentato nella sua vita di tutti i giorni.
L’esperienza più consueta è quella del sogno ad occhi aperti, ma altri stati di trance possono essere vissuti quando meditiamo, preghiamo, o facciamo degli esercizi di ginnastica.
In questi casi, la persona è consapevole della autenticità delle proprie sensazioni interne, sia mentali che fisiche, tanto che gli stimoli  esterni hanno minore impatto sull’attenzione. Siamo ben lontani dunque dal tempo in cui l’ ipnotista esercitava un vero e proprio potere sul paziente, impartendogli dei comandi diretti, attraverso la fissazione degli occhi o della sfera di cristallo, che induceva il soggetto a congelare provvisoriamente la sua parte razionale, per usare la fantasia, nella ricerca di qualche visione immaginaria, o quale verità assoluta, o qualche evento sepolto sotto altri ricordi del lontano passato.
Ciononostante le “fasi” in cui l’ipnotizzatore, specialista diceva di “emanare un certo fluido sul corpo del soggetto”, aveva nel complesso qualcosa di comune con l’ipnosi moderna, ossia la tendenza a indurre il soggetto a rivolgere l’ attenzione all’interno di sé. 
Ipnosi clinica  e inconscio: come funziona?Rivolgendo l'attenzione verso di sé il soggetto, può fare chiarezza dentro se stesso e forse capire meglio l'origine delle sue sofferenze psicologiche. questo stato di chiarezza mentale favorisce la presa in carico da parte del paziente delle sue emozioni e questo facilita la guarigione. 
disturbi quindi come ansia, isteria, paura vengono ridimensionati e la persona e acquista di nuovo potere sulla sua vita. In questo percorso, la presenza di uno psicologo, psicoterapeuta resta di fondamentale importanza ovviamente.

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