Ipnosi Milano: Freud e le sue compulsioni!
Lo stesso Freud ha voluto evitare di fare chiarezza sul tema delle inclusioni delle immagini nella definizione del proprio sé. Così come succede nella pratica della psicanalisi, psicoterapia.
Cosa è la psicanalisi?
Di conseguenza ancora oggi è molto forte l’idea che la psicanalisi altro non sia che un mero scambio di parole. Sulle patologie come ansia, mania e fobia e paura .
Detto ciò bisogna comunque ammettere che essa trova la sua esistenza tramite la conversazione. Relazione e dialogo terapeutico. In ciò risiede la sua forza.
Non di meno però la sua anche limitatezza poiché essa si limita soltanto sulla bocca e sull’orecchio, solo dopo arriva alla psiche all’ inconscio.
Ipnosi Milano: Freud e le sue compulsioni! L’allestimento spesso attento dello studio della psicanalisi. direttamente nell’ambientazione anche il mondo visivo sebbene di esso si parli ben poco.
Le sculture
Nel caso di Freud, non Jung o Adler, ma Freud, si trattava però di piccole sculture, circa 3000 Comperate.
Poi esposte nel suo studio di psicanalisi dove per un po’ ha praticato l’ipnosi, libere associazioni, psicoterapia dell’ inconscio e psicodinamica , sia nella sala che la parte dell’accoglienza.
Non si trattava soltanto di banali decorazioni ma di prodotti dell’ossessione, manie, di Freud per l’atto del collezionare.
Queste dimensioni del suo lavoro rientra tra i gesti di nascondere. Che gli garantiscono la fama di grande occultatore.
Gesti attraverso cui egli tentava di tenere alla larga la scienza da qualsiasi dimensione personale allo scopo di proteggersi.
Dissimulazione onesta
In questo senso, il gesto occultante rientrava nella Tradizione della “dissimulazione onesta". Il desiderio di alzare questa barriera sintonica con i vari tentativi di rivedere il mito della posizione privilegiato della parola.
Nella storia della psicanalisi vede al centro dell’operazione, prima di tutto la magistrale analisi del Mosé di Michelangelo che ha fatto Freud.
Accanto al suo articolo, un ricordo di infanzia di Leonardo da Vinci è stato in particolare il confronto con la figura monumentale marmorea di San Pietro in vincoli a Roma. A fungere per Freud da simbolo, modello per una svolta psicanalitica orientato verso la sfera biografica e iconica.
Il secondo punto è dato dalla sua collezione di statuine in gran parte antiche.
Freud la gestiva con grande entusiasmo che amava paragonare a quella compulsiva per il fumo, classica dipendenza psicologica.
Se la posizione in sé sia l’atteggiamento nei confronti di questi manufatti dà una dimostrazione del fatto che essi fossero oggetti non soltanto da ammirare, ma molto di più.